L’OSSERVAZIONE DAL BASSO……… di Direttore. PARCO DEGLI IBLEI E TRIVELLAZIONI: LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE DEL NOSTRO TERRITORIO TRA QUALITA’ DELLA VITA E SVILUPPO

Ho seguito in questi giorni il dibattito e le polemiche che hanno coinvolto amministratori e associazioni ambientaliste in ordine al Parco degli Iblei, come pure la battaglia che sta conducendo il consigliere provinciale del Pd Venerina Padua a proposito delle trivellazioni nel nostro territorio.
Voglio prendere spunto da questi fatti per fare alcune osserva-zioni generali sul problema ambientale.
Oggi si parla di ecosistema, di sviluppo sostenibile, di salvaguardia del creato, di inquinamento, tutte problematiche di fronte alle quali il cittadino spesso rimane indifferente, mentre in realtà dovrebbe vigilare attentamente perché , al di la degli schieramenti politici in cui può militare, l’ambiente è di tutti, non ha colore politico, per cui non solo va goduto, ma soprattutto conservato, salvaguardato e rispettato nell’interesse della collettività.
La questione centrale che però sfugge è la corretta lettura del rapporto tra l’ambiente e la ricerca del progresso e dello sviluppo, il cui impatto sull’ambiente non è sicuramente ininfluente. Sta qui il vero problema ! Io credo che il cittadino sia chiamato non solo a lamentarsi, come gli amministratori non solo a difendersi da attacchi ambientalistici, ma a porsi, entrambi, alcune domande: la terra, l’ambiente esistono esclusivamente a beneficio dell’umanità? Il cittadino ha obblighi morali nei confronti della natura e dell’ambiente? Chi amministra la cosa pubblica può sfruttare tutte le risorse in essa presenti a proprio piacimento o deve rispettare alcune regole essenziali?Qual è la responsabilità della politica nel governare l’ambiente ? Queste domande dicono con chiarezza che la questione ambientale non è solo problema di un semplice rispetto di regole, di una autorizzazione che dispone trivellazioni o di una intesa, come nel caso del Parco degli Iblei, che stabilisca la perimetrazione di un territorio, quanto, piuttosto, un riflessione fondata su “opzioni politiche di fondo”, anche diversamente ispirate, che la politica e gli amministratori devono fare per rendere “qualitativo ed etico” il rapporto con l’ambiente, evitando, così, di provocare squilibri che rischino di distruggere la vita stessa.
Politica e associazioni ambientaliste dovrebbero essere guidate da un unico denominatore: rispettare l’integrità territoriale e i ritmi della natura e dell’ambiente con una programmazione che tenga conto però dello sviluppo produttivo, invece di sacrifi-carlo a certe concezioni demagogiche dello stesso. E io credo che un po’ di demagogia sul Parco degli Iblei sia stata fatta, sia esagerando sui rischi per gli imprenditori e i produttori, sia ostentando radicalismi ambientalistici che pregiudizialmente frenano ogni possibilità di sviluppo produttivo.
Io ritengo, a livello di principio generale, che le scelte ambientali non dovrebbero essere imposte ma essere condivise più largamente possibile. Politica e cittadini sono chiamati ad un patto sociale: entrambi devono domandarsi fino a che punto può spingersi la ricerca del progresso e dello sviluppo per il miglioramento della qualità della vita senza che essa abbia effetti devastanti sull’ambiente producendo la distruzione delle risorse naturali.

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