L’annunciata costituzione di un quarto polo universitario, che vedrà insieme, a partire dal 2011-2012, le province di Ragusa, Siracusa ed Enna, si presta ad alcune osservazioni che voglio condividere con i lettori del nostro giornale on line.
La prima cosa che mi viene da dire è che questa iniziativa merita apprezzamento e sicuramente rappresenta una conquista importante sul piano culturale e formativo. Su questa linea non dico nulla di nuovo, visto che politici, sindacalisti, consorzio universitario e tanti altri sono intervenuti per rallegrarsi ed esprimere la grande soddisfazione per il risultato ottenuto.
Una cosa, però, credo non sia stata detta, a meno che mi siano sfuggite dichiarazioni, interviste e documenti che possano smentire quello che adesso affermerò. In tal caso, faccio un passo indietro.
La cosa che mi domando è se qualcuno dei protagonisti di questa impresa del quarto polo abbia mai illustrato pubblicamente in conferenze stampa alle popolazioni ragusane il rapporto costo-benefici dell’operazione? In altre parole, quanto costerà alle tasche dei ragusani il quarto polo? Se gli enti locali dovranno impegnarsi per 9 anni a finanziare il quarto polo, da dove preleveranno i soldi e da che cosa li storneranno? Supponendo che la Provincia sia l’ente principale, qualcuno si è chiesto che cosa potrebbe accadere nell’ipotesi in cui il Governo decidesse l’abolizione delle Province?
Nella provincia di Ragusa si è mai fatto un lavoro statistico per verificare quale flusso studentesco si orienta verso il nostro territorio? A parecchi studenti che finiscono il ciclo di scuola superiore e che appartengono anche a famiglie con reddito medio-basso, non è difficile sentir dire, forse con un pizzico di pregiudizio, che desiderano laurearsi in Facoltà di prestigio delle grandi città italiane.
E allora? Per chi investire queste risorse? E poi si tratta di risorse che ci saranno per tutti i 9 anni indistintamente delle amministrazioni che governeranno? O quelle che verranno dopo potranno dire: l’impegno non lo abbiamo preso noi! Ci dispiace, soldi non ce ne sono più!
Certo, io credo che a tutte queste cose ci avranno pensato, solo che sarebbe conveniente che noi cittadini ne venissimo informati . Chiaramente ogni cosa che prende l’avvio ha bisogno di tempo per consolidarsi, ma la mia perplessità è se i nostri enti locali, visto che non riescono neanche a realizzare una quarta vasca per gestire i rifiuti solidi urbani per mancanza di risorse, riusciranno a mantenere un impegno così forte ed oneroso per nove anni. Probabilmente si tratterà di un cifra irrisoria, e se lo è, chiaramente tutta l’impalcatura del mio ragionamento crolla. E, sicuramente, non mi dispiacerebbe se crollasse.
Stando a quel che si è visto, nel territorio ibleo la politica della formazione universitaria è stata, a mio modesto parere, condotta con poca lungimiranza; non si può nascondere che si è fatto uno sforzo notevole, ma si è navigato a vista, si sono trovate le risorse alla meno peggio e sempre con il fiato sospeso. Che cosa ci riserva il futuro? Speriamo cose buone per le famiglie che devono mantenere i figli all’università e per i giovani che sono il nostro futuro e per cui tutto quello che si investe per loro sarà un bene per la società.
L’OSSERVAZIONE DAL BASSO……… di Direttore. “IL QUARTO POLO UNIVERSITARIO: MA CON QUALI LE RISORSE FINANZIARIE?”
- Giugno 21, 2010
- 3:22 pm
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