Modica. Il Gip scarcera il dipendente dell’Asp, Caccamo. Per lui interdizione dai pubblici uffici

Convalidato l’arresto e rimesso in libertà il dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale, Gianfranco Caccamo, 53 anni, finito in manette ad opera degli agenti del Commissariato per assenteismo. L’uomo ha ricevuto è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari, Patricia Di Marco, alla presenza del suo difensore di fiducia, l’avv. Angelo Iemmolo.  Ha spiegato la sua posizione, ribadendo il suo iter lavorativo con l’impiego presso alcuni uffici come quello per il pagamento del ticket e per il rilascio delle cartelle cliniche e di avere continuamente chiesto di essere utilizzato in base alla sua qualifica. Ad un certo punto più nessuno di è interessato tant’è che aveva difficoltà anche per andare in ferie o per avere periodi di malattia poichè non sapeva chi fosse il suo funzionario responsabile, perchè nessuno si era più interessato ad assegnargli un nuovo incarico, a sistemarlo in qualche ufficio. Il concetto espresso si può sintetitzzare in: “cosa dovevo fare se nessuno mi ascoltava, se non avevo nemmeno un posto dove andare”. Secondo Caccamo, dunque, ci sarebbero delle responsabilità oggettive da parte dei vertici dell’Asp che, pure, sapevano dell’esistenza del lavoratore in questione dal momento che gli pagavano regolarmente lo stipendio. Un rimbalzo di responsabilità al quale la direzione generale dell’azienda vuole dare un volto attraverso un’indagine interna che è già in corso. Il Gip, dopo la convalidata, si è riservato qualche ora poi ha deciso di scarcerare il Caccamo e di rimandarlo, dunque, tra i suoi affetti familiari con la sola restrizione dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici: insomma non potrà andare a lavorare. Del resto se la situazione è quella cui è stato “costretto”, bisognerà prima capire dove il dipendente sanitario dovrebbe andare a svolgere il suo lavoro. Ciò che ancora non si comprende è il perchè da più parti si sostiene che Gianfranco Caccamo fosse nell’organico dell’Ospedale Maggiore ma, nel frattempo, timbrava negli uffici dell’Asp. Gianfranco Caccamo è stato accusato di falso ideologico e truffa aggravata e continuata in danno dell’Asp di Ragusa. Prossimamente potrebbe scattare altre misure penali nei confronti di chi avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto, è quindi potrebbe essere accusato anche degli stessi reati “in concorso”, perchè appare chiaro che le responsabilità non possano pesare solo su di lui.

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