Provincia Ragusa. L’assessore lascia per fare il dirigente? Italia dei Valori: “Serve chiarezza”

“Altro che speranza di scelte trasparenti e imparziali per i tanti laureati meritevoli, alla Provincia di Ragusa l’impegno è tutto proteso a mantenere i Dirigenti scelti ad ’”intuitu personae” , un modo nemmeno troppo “elegante” per definire la lottizzazione effettuata tra i capicorrente dell’ex Forza Italia, ex An, Udc. Sigle nuove, stessi soggetti, metodi “antichi”, adesso a quell’accordo si aggiunge un’altra rivendicazione, un’altra “magia” trasformare un assessore in dirigente. Si uscirebbe dalla “porta” politica e si rientrerebbe dalla “finestra” gestionale/amministrativa. Dirigente è un posto che “pesa” e che conta nei conteggi della spartizione.” Così ha affermato il Consigliere Provinciale di IdV Giovanni Iacono mentre provvedeva a presentare formalmente una interrogazione e un o.d.g., rispettivamente, a Presidente della Provincia Regionale e all’Assessore al Personale e al Consiglio Provinciale in merito ai posti di Dirigente con contratto a termine il 31 luglio prossimo. Scrive Iacono nell’interrogazione : “si consiglia caldamente al Presidente della Provincia ad uniformarsi alla Carta Costituzionale, art. 97, alle disposizioni vigenti in materia di assunzioni nella P.A. e fino alla Riforma Brunetta. E’ obbligatorio rinvenire la particolare e comprovata professionalità tra il Personale interno dove sono presenti, da sempre, titoli e professionalità adeguate. L’Amministrazione ha già perso tempo in tale direzione e ciò fa supporre che non si ha alcuna intenzione di andare nella direzione del rispetto delle norme. Quindi effettuare la ricognizione tra gli interni e nell’ipotesi che dopo la ricognizione vi siano eventuali posti non ricoperti è necessario bandire in tempi rapidissimi un concorso pubblico per titoli ed esami provvedendo anche al risarcimento dei partecipanti al concorso già bandito e poi annullato in autotutela dalla G.P. “. Il Consigliere nella sua azione di verifica e controllo fa poi riferimento alla legittima persistente protesta delle organizzazioni sindacali stanchi di assistere impotenti a politiche del personale: dalle posizioni organizzative alle alte professionalità agli staffisti, improntate solo sulla spartizione politica. Iacono ricorda ad Antoci che in risposta all’interrogazione dello stesso presentata 2 anni fa il 6 maggio 2008 sui Co.Co.Co. (poi annullati in autotutela) il Presidente Antoci dichiarò testualmente che “intendeva prediligere esclusivamente il sistema del concorso pubblico, quale strumento costituzionalmente sancito per l’accesso al pubblico impiego”. Ad “oggi” dice Iacono “abbiamo visto promesse di posti, aspettative deluse e concorsi interrotti”.

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