“L’INCATENAMENTO DELL’ON DI GIACOMO : PROPAGANDA POLITICA O IMPEGNO PER IL TERRITORIO?”……….La riflessione di Spectator

L’incatenamento dell’on. Di Giacomo del PD è stato una bella testimonianza: per alcuni di propaganda politica, per altri di impegno serio per il territorio. Al di là delle intenzioni, credo che i ragusani siano veramente stanchi di assistere a spettacoli politici vari , e fra questi anche quello girato dal deputato regionale del PD. Un film ben organizzato: annuncio alla stampa otto giorni prima, solidarietà varie incassate, financo dal Presidente della Repubblica, e si arriva al 26 luglio: giornalisti tutti presenti, compreso l’inviato di Rai 3, al Magliocco di Comiso; c’è chi prende la catena, la attorciglia al braccio dell’on. Di Giacomo, un altro che prende il lucchetto, lo inserisce negli anelli della catena e lo chiude, un bel sorriso, scatto di fotografie e via all’incatenamento.
Di questi film i ragusani ne hanno visti parecchi in provincia; mi sovviene, ad esempio, quello dell’on. Aiello che si incatenò ad una locomotiva.
Purtroppo, come è proprio dei film, i gusti sono vari, e ci sono tanti a cui il film di Di Giacomo è piaciuto molto, ed altri che, invece, come me, lo hanno criticato. Criticare non è un fatto di gusto o di pregiudizio; attenzione, non significa non essere d’accordo con il contenuto della protesta di Di Giacomo che mira a far superare le lungaggini burocratiche che stanno bloccando l’apertura dell’aeroporto, ma significa difendere la dignità della propria intelligenza di cittadino. E qui, allora, mi rivolgo direttamente al deputato regionale. Egregio on. Di Giacomo, non fu proprio lei ad inaugurare, credo nell’aprile del 2007, l’aeroporto di Comiso con l’atterraggio del primo volo su cui viaggiava l’on. D’Alema? Non fu lei che fece affiggere in tutti i comuni della Provincia, con denaro pubblico suppongo, mega cartelloni per annunciare l’inaugurazione del Magliocco, dimenticando di invitare i rappresentanti istituzionali, il presidente della Provincia, i deputati regionali, i suoi colleghi sindaci? E se non ricordo male, non avvenne tutto ciò alla scadenza del suo mandato e alle porte delle elezioni regionali?
Il suo incatenamento mi permetto di non ritenerlo credibile e cercherò di spiegarle il perché dicendole che cosa mi sarei aspettato da lei, che reputo anche un persona colta, di rigore e di fattivo impegno.
Anziché incatenarsi, avrebbe dovuto far pervenire un invito scritto ai tutti i suoi colleghi deputati regionali e nazionali della Provincia, ai sindaci dei dodici Comuni, ai rappresentanti provinciali delle forze sindacali, ai Presidenti dei consigli comunali della Provincia e al Presidente del Consiglio provinciale, ai segretari provinciali e comunali di tutti i Partiti e i movimenti politici iblei, ai rappresentanti delle forze imprenditoriali, agricole, sociali, con il quale auspicava di mettersi tutti insieme, al di fuori di pregiudiziali e schieramenti politici, per organizzare una grande manifestazione territoriale denominata, ad esempio, “Vertenza Aeroporto Comiso”. Se il suo invito non fosse stato degnato di una risposta, avrebbe allora convocato una conferenza stampa per informare i giornalisti della sua iniziativa e per annunciare che come “estrema ratio” non gli restava che incatenarsi. Forse lei tutto questo lo avrà fatto, e se è stato così, ritorno sui miei passi.
Il suo incatenamento sarebbe stato credibile qualche mese dopo il primo atterraggio, visto che era quasi tutto pronto. A ridosso dalla vera apertura ufficiale, mi vorrei sforzare di credere che lei ha agito veramente per il bene del territorio, ma mi viene difficile crederlo.
Alcuni giornalisti hanno definito il suo incatenamento un “gesto forte”. Io credo che sia stato, paradossalmente, un “gesto debole”, perché individualistico; al Magliocco con lei dovevano esserci tutti coloro di cui sopra, non perché convocati da lei primo attore , ma perché insieme occorreva che si organizzasse una iniziativa in cui ad incatenarsi fossero stati tutti, al di la di appartenenze politiche, e perché dalla base della popolazione ragusana, nelle sue varie articolazioni, si elevasse una voce forte di protesta veramente politica, cioè proveniente dalle singole “polis” della nostra Provincia. Poi dopo la manifestazione, sarebbe stato auspicabile andare a Roma in delegazione per andare a sbattere i pugni tutti insieme al fine di sbloccare la burocrazia.
Purtroppo voi politici siete tutti uguali in una cosa: non riuscite a liberarvi dalla logica del consenso elettorale e , come i giornalisti che cercano gli scoop, cercate sempre la strada per dire: sono stato io il primo, ricorrendo alla platealità di gesti che altro non divengono che l’espressione di una politica spettacolo che non può che creare disgusto. La politica quando vuole il bene del proprio territorio si fa “sistema di sinergie”, democrazia partecipata, cosa che voi politici predicate ma non volete, perché volete essere sempre primi attori sulla scena.
Caro on. Di Giacomo, lei la scena è riuscita a conquistarla, ma sappi che alla “politica dell’incatenamento” noi preferiamo “la politica del dialogo” che non esclude, come “estrema ratio”, anche l’incatenamento.

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