Modica: Cecilia Chailly, musicista che ha reinventato l’arpa

“Ad un certo punto mi sono trovata ad un bivio: l’arpa, o la bruciavo nel camino o la reinventavo. Ho scelto la seconda via, sono andata in America ed è andata bene”.
Ospite del terzo appuntamento di Note di Notte, Cecilia Chailly suona, canta e si racconta nello splendido cortile di Torre Dantona, a Marina di Modica, location azzeccatissima per il concerto dell’arpista milanese.
Un cortile raccolto, intimo, che invita alla confidenza. E Cecilia Chailly è un’artista che ha molto da dire, sia a parole che attraverso le note.
Ripercorrendo le tappe principali della sua carriera, propone brani estratti da tutti i lavori discografici che la vedono in veste di autrice oltre che di inteprete: da “Anima”, album d’esordio pubblicato nel 1997, fino al recentissimo “Istanti”, passando per “Ama” del 2002 ed “Alone” del 2006.
Artista sensibile e poliedrica, mette in musica vita, amori, fragilità e inquietudini personali.
La sua padronanza dello strumento è visibile a tutti, ma è all’orecchio attento che Cecilia dà molto di più. A chi ha una sensibilità affine per comprendere, e sono in tanti, offre in musica le sue riflessioni più intime e gli stati d’animo più profondi.
Oscillando tra il lirismo più etereo e il vigore più sanguigno, colorandosi di pennellate blues quando non addirittura rock, le note di Cecilia raccontano le complessità dell’artista e della donna, l’importanza che per lei ha l’amore, la gioia per le piccole cose.
Non sempre si può raccontare la musica a parole. A volte è sufficiente lasciare che questa vada direttamente al cuore per scoprire qualcosa di più di chi la propone.
“Abbiamo sempre delle figure di riferimento, delle guide che – dice Cecilia Chailly accordando l’arpa – accompagnano i momenti della nostra vita. Se nell’album “Alone” c’era Ludovico Einaudi ad incarnare questo ruolo, in “Istanti” c’è Stefano Secco”.
Tenore e percussionista, Secco sale sul palco accompagnandola durante alcuni brani con una piccola percussione e con la voce. E il concerto va avanti fino al bis.
Tra il pubblico, ad applaudire Cecilia Chailly, anche Alessandro Cecchi Paone.
Per le attività del Nonsolofestival l’artista calatina Luana Reale ha esposto le sculture ceramiche del ciclo “Il vuoto dell’inconsistenza” e la galleria Spazio Forni ha proposto opere di Pierpaola Canè e di Isabella Molard.

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