A distanza di alcuni anni ci ha riprovato. Il clichè è stato pressapoco identico alla prima volta. Stessa banca, stessa arma, Orazio R., quarantenne disoccupato modicano, si è presentato presso l’agenzia del Banco di Sicilia di Viale Medaglie d’Oro. Ha fatto la normale file come un cliente qualunque, poi ha detto ad alta voce di essere disoccupato e di avere necessità di soldi. Nessuno, tra i presenti, ci
ha fatto quasi caso. Poi la direttrice ha cercato di capire quali fossero le esigenze dell’avventore. Lui ha ribadito di avere necessità di soldi, la funzionaria ha preso tempo, poi Russo ha chiesto di potere interloquire con la donna nel suo ufficio. Con sangue freddo quest’ultima lo ha fatto accomodare e l’uomo ha ripetuto di essere un disoccupato e di avere bisogno di soldi. Stavolta ha “presentato il conto”. Mi dovete dare diecimila euro”. La risposta della direttrice è stata opportuna: “I soldi della banca non sono miei e non ne posso disporre a mio piacimento”. L’uomo sembrava essersi convinto,
tant’è che è uscito per ritornare cinque minuti dopo. Stavolta ha alzato i toni ed ha reiterato la richiesta, minacciando di fare una strage tra i
presenti con il taglierino che teneva in tasca se non gli avessero dato la somma richiesta. A questo punto, la funzionaria mantenendo la calma,
ha lasciato intendere di volere ottemperare e comprendendo lo stato dell’uomo, gli ha chiesto di rimettersi in fila il tempo necessario
di prelevare la somma e per non creare allarme tra i clienti. L’uomo, confortato da quella promessa, è uscito dall’ufficio ed ha atteso
nella sala adiacente dando la possibilità, in questo modo, alla donna di telefonare al 113. In pochi minuti nell’istituto di credito è
arrivata una volante che ha bloccato Orazio R. e lo ha trasferito in Commissariato. L’uomo ha mostrato di non essere sano di mente. Non
gli è stata contestata la mancata rapina ma due altri reati: minacce e porto abusivo di arma bianca. Non è stato arrestato ma solo denunciato
viste le sue condizioni. Per lui è scattato però il Tso(Trattamento Sanitario Obbligatorio)ed è stato ricoverato in un centro di cura.
Alcuni anni fa l’interessato aveva agito con lo stesso modus operandi ed in quell’occasione era stato arrestato dalla polizia e poi condannato.
Di norma frequenta l’oratorio Don Bosco, al Quartiere Dente, dove il parroco Don Ernesto Scarso, se ne prende cura, facendogli svolgere
qualche lavoretto regolarmente ripagato.
Modica. Tentata rapina al Banco di Sicilia con taglierino. Denunciato
- Luglio 30, 2010
- 2:39 pm
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa