Hanno truffato il titolare di un’autosalone di Modica. Erano venuti in tre da Noto. Hanno acquistato un’auto di seconda mano. Hanno negoziato con il titolare il veicolo che avevano intenzione di prendere, un modello dell’Alfa Romeo. Alla fine sono rimasti soddisfatti del trattamento ricevuto dall’imprenditore modicano, un autosalonista
della zona artigianale e dalle condizioni del mezzo. L’accordo prevedeva, nei fatti, una sorta di compravendita attraverso la quale il compratore lasciava in permuta il proprio veicolo, una Seat, e la restante somma veniva pagata con assegno bancario, rilasciato all’uopo, per tremila euro. L’accordo raggiunto ha fatto si che venisse stilato il contratto
ed anche l’atto di compravendita. All’imprenditore modicano veniva consegnato l’assegno per la somma pattuita e le tre persone netine salivano felici e contenti sul nuovo veicolo e partivano alla volta della loro residenza. Il giorno dopo l’autosalonista si è recato in
banca per versare l’assegno. Tutto bene fino a quel momento. Qualche giorno dopo dall’istituto bancario arrivava una telefonata: “l’assegno versato può venire a riprenderselo perchè sul conto corrente non ci sono fondi, gli hanno detto. A questo punto alla presunta vittima non è rimasto altro da fare che cercare di contattare, anche se inutilmente, l’acquirente. Ha deciso, dunque, di recarsi presso il Commissariato
di polizia per formulare una minuziosa querela, fornendo nomi e cognomi dei compratori. Per A.A., V..D. e C.S. è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica per truffa in concorso.
Gli agenti del Commissariato hanno deferito all’autorità giudiziaria anche un modicano per violazione degli obblighi di assistenza familiare. A denunciarlo è stato l’ex moglie che non aveva ricevuto gli alimenti disposti dal magistrato all’atto della separazione