Un messaggio intimidatorio chiaro. Incendiate nella notte tra giovedì e venerdì due serre coltivate a ciclamini e a stelle di natale dell’azienda agricola Vivai Cintoli di contrada Caselunghe a Cava d’Aliga, in territorio di Scicli. Il titolare, Guglielmo Cintoli, da tre anni è il presidente dell’associazione antiracket di Scicli, fondata nel 1999.
E’ il secondo attentato incendiario di cui l’azienda è vittima in due mesi. La scorsa estate i malviventi avevano appiccato il fuoco ma l’immediatezza dell’allarme aveva permesso di ridurre al minimo i danni. Gli autori del grave gesto criminale hanno agito con consapevolezza: non solo hanno incendiato la copertura in plastica delle due strutture serricole, ma hanno disseminato il liquido infiammabile anche sopra un moderno impianto di irrigazione, alimentato a gasolio, che permetteva di innaffiare le piante a intervalli regolari e costanti. Un’apparecchiatura molto costosa, il cuore pulsante dell’impianto serricolo. Per loro non è stato facile scappare. Le serre in questione sorgono lungo la vecchia e poco trafficata strada provinciale Scicli-Cava d’Aliga. Un automobilista di passaggio si è accorto delle fiamme, e intorno all’una e un quarto della notte ha chiamato i vigili del fuoco. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Modica, che hanno assunto la responsabilità delle indagini. La circostanza che Cintoli sia presidente dell’antiracket è un elemento che viene valutato con grandissima attenzione dagli organi inquirenti. L’azienda è molto conosciuta ben oltre i confini comunali e intrattiene rapporti commerciali in tutta Italia e anche oltre il Mediterraneo. Il titolare è stato ascoltato per molte ore dai carabinieri. Tra quanti gli hanno subito portato la loro solidarietà il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque. Il clima è tutt’altro che sereno in città dopo questo episodio che getta una luce sinistra sul mondo dell’imprenditoria sana. “Creiamo sviluppo, creiamo lavoro”, dice con amarezza un dipendente dell’azienda. “Ma forse dispiace a qualcuno che vi siano imprenditori capaci, che credono nell’azienda, si impegnano nel lavoro, che danno occupazione”. Amarezza. E’ la sensazione diffusa che si respira a Scicli, anche alla luce del doppio furto registratosi in nottata: due camion rubati al mercato (uno dei quali ritrovato ad Acate) e un carico di legname fatto sparire da un’azienda artigiana. La situazione dell’ordine pubblico è in fermento. Gli inquirenti si dicono fiduciosi sull’evoluzione delle indagini.