La sentenza del Cga sulla Panther. Il sindaco: nessun ritardo da parte del Comune di Vittoria

Il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, interviene nel dibattito scaturito dalla sentenza del Cga sulla vicenda Panther. “Leggo dai giornali – afferma il primo cittadino – che si parla di disattenzione del Comune nel ricorso della Panther. Non risponde al vero che il Comune ha tardato a presentare il ricorso: devo anzi dire che l’ufficio legale e i legali dell’Ente hanno proposto ricorso tempestivamente (come è stato riconosciuto dal Tar), non appena hanno avuto notizia delle autorizzazioni rilasciate alla società e del fatto che le stesse, sebbene riguardassero il territorio di Ragusa, andavano a colpire interessi della città Vittoria. Non è stato il Comune ad agire in ritardo; ritardo, semmai, vi è stato nell’apprendere di una procedura alla quale il Comune non è mai stato invitato, di cui non è mai stato informato e la cui unica pubblicità ai terzi fu affidata a un trafiletto su un quotidiano, in cui non veniva minimamente citato il territorio di Vittoria. Il fatto che il Cga la pensi diversamente dal Tar non può far indurre a considerare frutto di disattenzione quel che invece è stata una pronta, immediata ed efficace difesa degli interessi della città rispetto a quelli di una società privata. In ogni caso, ribadisco che difenderemo l’acqua a prescindere da questa sentenza, non solo con altri mezzi giudiziari, ma con battaglia politica, nella quale si preannunciano già le posizioni di chi è a favore della città e di chi è contro. Vedere che gente come La Rosa, Aiello o Terranova gongolano per la vittoria della Panther rivela, ancora una volta, che questi personaggi hanno ormai gettato la maschera e senza ritegno prendono posizione contro la città, preferendo come al solito tifare per gli interessi dei privati e fregarsene degli interessi della città. Eppure, all’epoca, alcuni di loro parteciparono (forse solo per facciata) alla manifestazione contro le perforazioni. Vedremo se parteciperanno alle prossime iniziative, e con quale faccia prenderanno ancora una volta le difese dei privati contro l’acqua pubblica”.

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