NESSUNO ORMAI E’ DISPOSTO ALLE CRITICHE. La riflessione di Giombattista Ballarò

C’era un tempo in cui esisteva nella società, una disponibilità a confrontarsi più o meno serenamente e ad accettare talvolta le critiche più o meno severe, più o meno legittime che ci provenivano dagli altri. Negli ultimi tempi invece, sembra che si sia persa questa propensione a lasciarci giudicare, come peraltro facciamo noi nei confronti degli altri, rendendo difficile o quantomeno condizionato quel confronto tra persone, che da sempre arricchisce noi e gli altri. Accade infatti molto spesso che semplici affermazioni che potrebbero essere recepite quali apertura dl dialogo o diversità d’opinione su un tema, vengano interpretate come espressa volontà d’offesa, di denigrazione, di calunnia e c’inducano, se va bene alla sospensione del dialogo, ma in molti casi a sporgere querela per presunta calunnia o diffamazione. Da cosa scaturisce questo diverso atteggiamento rispetto al passato ? Eravamo forse più umili prima ? Ci siamo convinti d’aver raggiunto un maggiore grado d’emancipazione che non ci consente più di gestire gli attacchi critici del prossimo ? Ci preme forse mostrare la nostra capacità di reazione con un ricorso frequente alla giustizia, nella speranza che coloro che pensano diversamente da noi, possano trovare la “giusta” punizione ? Sono tutte ipotesi più o meno degne di considerazione, emerge invece chiara la certezza che stiamo sempre più diventando indisponibili al dissenso dei nostri simili, elemento che nel tempo, produrrà certamente una frattura nella società ed un inasprimento dei normali rapporti umani.

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