“Ecco come uscire dalla crisi”: gli ingredienti indicati al convegno Confim sull’accesso al credito tenutosi a Ragusa

“La crisi, per le piccole e medie imprese, può rappresentare una opportunità se riusciamo a reagire, se riusciamo a mescolare diversi ingredienti”. Lo ha detto Matteo Bellamacina, presidente Confim, il Consorzio fidi meridionale collegato all’Upla Claai, aprendo questa mattina, a Ragusa, i lavori del convegno sul tema “Accesso al credito nello scenario di crisi e post crisi economica: la garanzia dei confidi”. “Dobbiamo avere il coraggio di approfittare della crisi – ha aggiunto facendo riferimento agli ingredienti in questione – per fare le pulizie straordinarie, cioè tagliare quelle inefficienze sedimentate nel tempo; altro ingrediente l’innovazione, non solo a livello di prodotti ma anche a livello di processi e tecnologie; e poi, una solida struttura finanziaria, con un livello di indebitamento non eccessivo. E qui entrano in gioco i confidi che, negli ultimi due anni, hanno avuto un ruolo determinante, una vera e propria ancora di salvezza, avendo consentito a molte piccole e medie imprese di sopravvivere alla crisi”. E’ la stessa linea d’azione che intende seguire l’associazione di categoria di riferimento del Confim, l’Upla Claai, come conferma lo stesso presidente provinciale Salvatore Vargetto. Dopo i saluti del presidente regionale Claai, Orazio Platania, il convegno è entrato nel vivo con la relazione di Mario Filippello, presidente di Assoconfidi, che ha ricordato come “in Sicilia non c’è consapevolezza sulla dimensione reale della crisi” e che “è indispensabile mettere in campo strumenti di difesa forti per ripartire”. Trentasei i confidi in Sicilia, quattro quelli che hanno ottenuto il riconoscimento ex 107 della Banca d’Italia, di cui tre solo in provincia di Ragusa. Dopo l’intervento dell’avvocato Tuccio Di Stallo, imperniato sul credito bancario e sul sistema di garanzia, è stato Guido Crisiglione, componente tecnico Confim, a prendere la parola. “Come Confim – ha sottolineato – vogliamo proporre un assetto organizzativo che sia un’alternativa a quelli esistenti, cioè confidi 106, confidi 107 e banca di garanzia. Questa soluzione riguarda il network di confidi, un sistema di tipo reticolare con a capo un intermediario 107 e attorno, in una struttura a forma di stella, una serie di confidi 106. Quali i vantaggi per questi ultimi? Evitare il processo di fusione, mantenere il proprio status, la propria autonomia, la propria indipendenza giuridica, pur rimanendo sul mercato, sfruttando la garanzia del 107 che ha una forza di mitigazione riconosciuta dalla Banca d’Italia”. Emanuele Occhipinti, responsabile ufficio Crediti speciali della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ha invocato un’offerta di credito innovativa, selettiva, a rischi controllati. “E’ oggi – ha spiegato – il maggior impegno del sistema bancario in cui anche i confidi, grandi e piccoli, sono coinvolti e lo saranno sempre di più nell’immediato futuro. Si tratta, inoltre, di non essere gelosi di ruoli precostituiti ed autoreferenziali”. Tecnica ed esaustiva la relazione di Fabio La Cagnina, responsabile distretti e piccole imprese area commerciale Ragusa-Caltanissetta-Enna del Bds Unicredit group che ha illustrato il ruolo dei confidi nel processo di sviluppo delle imprese post crisi economica mentre il commercialista Paolo Mollura ha chiarito come migliorare il rating delle imprese.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa