Spari contro la vicina. Scicli, il fucile era regolarmente detenuto

scollo-gaetanoI colpi di fucile da caccia furono sparati da un’arma regolarmente detenuta. L’ha sottolineato Giuseppe Mascolino, un sottufficiale della Stazione carabinieri di Scicli, durante il dibattimento del processo davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Levanti, De Bernardin, Manenti)contro lo sciclitano Antonino Donzella, 80 anni, accusato di tentato omicidio. Secondo il pubblico ministero, Gaetano Scollo, il 17 giugno 2005, l’anziano, difeso dall’avv. Alessandra Modica Bittoldo, avrebbe esploso 2 colpi del suo fucile contro Maria Altea Nifosì, che si è costituita in giudizio attraverso l’avv. Rinaldo Occhipinti. I fatti si sarebbero verificati in Contrada Fiumara-Crocifisso, a Scicli. Quel giorno la presunta vittima era andata nella sua campagna e mentre scaricava dall’auto la spesa, aveva udito le grida della vicina che dicevano “assassini, assassini”, rivolta a due cagnolini. Improvvisamente sarebbe uscito di casa l’imputato “in mutande e bandana” che, impugnando il fucile, avrebbe esploso i colpi contro la Nifosì. “Sono fuggita – ha denunciato quest’ultima – e nella foga sono caduta, mentre Donzella gridava “se non te ne vai ti sparo al c….”. Più tardi, rientrato il marito, Antonino Lucenti, la vittima ha raccontato l’accaduto. Il fucile qualche giorno dopo è stato consegnato ai carabinieri dal figlio dell’anziano. La denuncia fu presentata dopo 15 giorni. Le conclusioni del processo sono state fissate al 16 marzo.

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