Consiglio Comunale di Modica. Prima e seconda commissione: non surrogati due membri. Approvata a maggioranza la rinegoziazione dei mutui

Non surrogati due consiglieri, uno di maggioranza -Tato Cavallino- e l’altro di minoranza dalla prima e dalla seconda commissione in quanto nel corso delle doppie votazioni nessuno ha raggiunto il quorum dei sedici voti previsti.
A maggioranza è stato poi votata, con i soli voti favorevoli di PD,Mpa e Nuova Prospettiva, la delibera della rinegoziazione dei prestiti della Cassa Depositi e Prestiti con un risparmio su base annua di 800 mila euro circa su base annua ma un costo di interessi in più, con la rimodulazione a venti anni, di cinque milioni di euro
Presenti diciannove consiglieri il consiglio comunale di Modica si apre con la surroga del componente della prima commissione di Tato Cavallino, passato all’Mpa e quindi dimissionato, e dalla quarta commissione il dimissionato Luigi Carpenzano del PDL.
Il consigliere del Pid Paolo Nigro rileva che nelle commissioni il neo gruppo non è rappresentato e quindi andrebbe affrontata questa situazione e quindi propone il rinvio delle surroghe e affrontare la discussione nella conferenza dei capigruppo al fine di una distribuzione adeguata all’interno delle commissioni.
Il Presidente si appella alla prassi che non consente vacatio lunghe di organi consiliari e che comunque la questione sarà affrontata.
Si passa alla votazione, scrutinio segreto, per la surroga del componente dimissionario della prima commissione.
Presenti venti consiglieri, votanti venti.

Ottengono voti: 12 Carpenzano Luigi, uno Tato Cavallino, una bianca e sei bianche. Non avendo nessun consigliere ottenuto il quorum di sedici voti, la votazione si ripete. Presenti venti consiglieri, votanti venti. Ottengono voti: Luigi Carpenzano dodici voti , uno Vito D’Antona,tre nulle, quattro bianche. Non avendo raggiunto il quorum la votazione è aggiornata alla prossima seduta del consiglio. Si passa alla surroga del componente della quarta commissione consiliare. Presenti venti, votanti venti. Ottengono voti: Tato Cavallino dodici, Puccia uno, D’Antona uno, Carpenzano uno, Di Mauro uno, tre bianche, una nulla.
Non avendo raggiunto nessun consigliere il quorum di sedici voti, si passa alla seconda votazione. Venti i presenti e venti i votanti. Ottengono voti: dodici Cavallino, tre D’Antona, uno Puccia, tre bianche, una nulla. La votazione, anche in questo caso, è rinviata alla prossima seduta.
Si passa alla rinegoziazione dei prestiti della Cassa DD.PP. sino alla durata di trent’anni atteso che la circolare lo consente. Queste permetterà all’ente di potere operare risparmi sui ratei semestrali dovuti alla CC.DD.PP. Il Presidente della Commissione bilancio, Giancarlo Poidomani, illustra il parere favorevole all’operazione che da ossigeno ad una situazione finanziaria grave. Il debito potrà essere diluito, cento mutui, sino a trent’anni. La commissione propone sino a venti anni ma sarà il consiglio a decidere sull’argomento. I revisori dei conti, per conto del suo presidente, propongono di ristrutturare il debito secondo un nuovo tasso di interesse in riduzione, tranne per qualche caso, che è in leggero aumento.
Limiti sull’ammontare del prestito e sui tempi di scadenza degli stessi. L’entità e la durata del prestito attuale hanno regolato in modo diverso la rinegoziazione in termini di tempi di scadenza. Il risparmio, secondo la proposta del ragioniere generale, complessivo è di 887mila euro sul bilancio su base annua.
Sarà comunque il consiglio a fare una scelta definita secondo la propria prerogativa di programmazione.
L’Assessore al Bilancio Santino Amoroso rileva che atteso che i comuni devono avere un parametro del debito che non può superare il 8% dei tre capitoli di bilancio. Su base annua l’erogazione dei mutui con la Cassa DD.PP è di due milioni e ottocentomila euro. Secondo un’analisi il risparmio dovrebbe essere di un milione di euro che si compensa però con la riduzione, almeno al 10%, dei trasferimenti a beneficio del Comune da parte di Stato e Regione. Questo fa bene però per la liquidità di cassa e migliorerebbe il Patto di stabilità. Le possibilità di rinegoziazione, con relativa ipotesi di calcolo sono nei temi di venti, venticinque e trent’anni.
Il consigliere Giovanni Migliore ritiene che il consigliere comunale ha un ruolo fondamentale in materia di programmazione economica. Sostiene questo per dire che in commissione, assente l’amministrazione, non si è rilevata una proposta per capire come va fatta la rinegoziazione. Pur essendo positiva l’azione che si intende fare c’è da essere molto prudenti nell’operazione perché nel tempo potrebbe determinare danni seri all’ente. Non è un problema tecnico è politico; la rinegoziazione dei mutui ( ventisei milioni di euro nel complesso) porta un monte interessi che graveranno per oltre quindi milioni di euro. La soluzione porterà liquidità ma i consiglieri di minoranza non sono stati coinvolti nella decisione che si vuole assumere e che invece si intende attenzionare in modo preciso. L’amministrazione cosa farà con i risparmi che si otterranno con rinegoziazione del debito ? Si chiede se era questa la politica di risanamento che l’amministrazione vuole perseguire ? In questo modo si vuole spostare l’asse degli interventi a soluzioni future ? L’operazione non è senza dolori. La dilazione ulteriore dei termini caricherà la città di altre somme in termini di quote interesse. Non crede che sia questa la strada per comprimere le spese. Si tratta di spostare il problema debito di altri quindici anni.
Il capogruppo dell’Mpa Silvio Iabichella ritiene di accogliere la proposta peraltro già adottata dal numerosissime amministrazioni. Rileva che rinegoziare avrebbe voluto dire anche, da parte dello Stato, di farsi carico di una parte degli interessi. Il provvedimento darà ossigeno alle casse e comunque fronteggiare i minori trasferimenti da parte di stato e regione.
Per la soluzione di diluizione in trent’anni il risparmio è di un milione e cinquanta mila euro l’anno e quindici milioni di maggiori interessi. A venticinque anni il risparmio di 854 mila euro l’anno e dieci milioni in più di interessi. A venti anni 800 mila euro il risparmio e cinque milioni di euro gli interessi in più.
Il consigliere del PID Paolo Nigro evidenzia che sull’argomento non c’è un ragionamento concertato trai gruppi come l’argomento meriterebbe. La proposta si limita a dire che bisogna valutare attentamente la materia che si sta affrontando. Si chiede se oggi sussistano le condizioni per adottare questo punto.
Denuncia poi che quando si trattò di impiegare i risparmi dei mutui, sistemazione delle strade, l’amministrazione lo ha fatto in modo unilaterale senza coinvolgere il consiglio al quale oggi, per fatto obbligato, si chiede un voto sul quale ci vogliono una motivazione e una giustificazione sulla scelta da compiere. Registra che non s’è alcuna volontà di coinvolgere l’opposizione. Cosa vorrebbe fare poi la maggioranza con questi risparmi ? Ritiene che i gruppi di minoranza non sono stati messi nelle condizioni di poter affrontare il problema con serietà e non con fretta. Bisognava essere tempestivi rispetto alla pubblicazione della circolare. Ritiene oggi il voto una forzatura in quanto sarebbe una scelta non ragionevole. L’Assessore al bilancio Santino Amoroso informa che la circolare è del 4 ottobre u.s e considerato che i mutui non erano pochi, è stato fatto uno studio e il 26 ottobre è stata fatta una proposta articolata. I risparmi saranno destinati ai minori trasferimenti.
Il consigliere del Pd Giancarlo Poidomani sostiene che la maggioranza ha presentato la proposta nei tempi giusti atteso che ha dovuto analizzare cento mutui e per ognuno disciplinare durata e tasso di rinegoziazione. Stigmatizza il taglio alle regioni e ai comuni al tempo di un federalismo che non funziona. La rinegoziazione farà bene al bilancio, bisogna valutare la soluzione migliore da parte di tutti i consiglieri data la responsabilità che ci si deve assumere. I consiglieri di maggioranza in un emendamento propongono una rinegoziazione dei mutui a venti anni. Il Presidente del consiglio concede una breve sospensione per un raccordo per individuare una soluzione condivisa tra i capigruppo consiliari.
Alla ripresa dei lavori sono diciassette i consiglieri presenti. Viene presentato un altro emendamento dei gruppi di opposizione in cui si propone la rinegoziazione a quindici anni. Ci sono due emendamenti sostitutivi rispetto alla proposta. Se passa quello della maggioranza, che è stato presentato prima,assorbirà quello della minoranza a norma di regolamento.
Il consigliere Giovanni Migliore illustra l’emendamento della minoranza sostenendo che i mutui da sette passa a quindici anni e da otto a quindici, altri due da 17 anni a venti anni. Questo comporterà il pagamento di due milioni e cinque cento mila euro in più e quattrocento mila euro su base annua di risparmio e questo permetterebbe di affrontare le piccole transazioni che l’ente vanta nei confronti dei terzi. I mutui più piccoli a sette anni dalla scadenza presentano tassi maggiori (8 o 9 %) e rimodulando gli interessi e come fare una mutuo speciale; diversamente quelli più a lunga scadenza hanno tassi inferiori e quindi il risparmio è nelle cose. Giudica questa scelta una scelta ponderata. I quattro mila euro di risparmio l’anno su otto anni risparmio supera il plafond di interessi che si devono pagare in più. Non bisogna proiettarsi molto avanti nel tempo perché ci potrebbero essere rischi sulla utilizzazione dei risparmi. Alle dichiarazioni di voto il consigliere Nino Cerruto esprime voto favorevole alla proposta della maggioranza che ritiene congruo con i minori ingressi e fronteggiare i creditori; il capogruppo dell’Mpa Silvio Iabichella che apprezza i consiglieri di minoranza che sono rimasti in aula fornendo apporti e si dichiara d’accordo per una rinegoziazione a venti anni che prevede un risparmio di 800 mila euro su base annua per venti anni;il capogruppo del Pd Giancarlo Poidomani esprime il parere favorevole all’emendamento e ringrazia i consiglieri di opposizione;il capogruppo del Pdl Luigi Carpenzano preannuncia il voto contrario all’emendamento alla maggioranza in quanto l’ente si aggrava di interessi per un periodo così lungo. Si vota sull’emendamento della maggioranza che passa con i voti dei gruppi di maggioranza ( 14 favorevoli) e tre contrari. L’emendamento è approvato e assorbe quello della minoranza. La delibera di rinegoziazione dei mutui con la Cassa DD.PP. passa a maggioranza con 14 voti a favorevoli e tre contrari. La delibera viene dotata della immediata esecuzione. Quattordici favorevoli e tre astenuti. Il consiglio comunale viene rinviato a mercoledì 17 novembre alle  19.30

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