In conferenza stampa il coordinamento provinciale di Ragusa della Federazione della Sinistra ha annunciato che tra pochi giorni la Dieta Mediterranea entrerà a far parte dell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (Unesco). “In assise plenaria il Parlamento Europeo si occuperà della vicenda nei primi giorni della prossima settimana e ratificherà questa importante scelta che avrà implicazioni decisive per lo sviluppo economico della provincia di Ragusa” ha annunciato Peppe Cannella, portavoce provinciale della Federazione. Concetto Scivoletto, componente del Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra ha affermato di “essere stato tra i primi ad aver creduto in questo progetto e aver dato un personale contributo al raggiungimento di questo obiettivo collaborando per diversi anni con l’on. Paolo De Castro, al tempo Ministro dell’Agricoltura, oggi Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. A questo risultato si arriva dopo anni di collaborazione anche con il Centro Internazionale di alti studi agronomici del Mediterraneo di Parigi e con l’Istituto IAMB di Bari.” Secondo Marco Dimartino e Orazio Maggio, membri del coordinamento provinciale della Federazione della Sinistra“l’area iblea è già parte significativa di un altro grande patrimonio dell’umanità: il Barocco del Val di Noto. Ci troviamo a vivere in un territorio particolare, suggestivo, con forti identità e peculiarità, territorio che abbiamo il dovere di mantenere all’altezza di questi riconoscimenti, sapendo ricomporre, in un unico disegno strategico, i valori delle città e delle campagne, dell’uomo e della natura.”. Si apre una nuova, affascinante, frontiera di sviluppo sostenibile.
Si potranno mettere a frutto e a sistema le risorse locali di tutta l’area del Mediterraneo (in primis Italia, Spagna stati promotori iniziali di questo progetto) e nel nostro caso di tutta la zona iblea e ipparina. E parliamo in modo nuovo di risorse che possiamo definire non de-localizzabili:
i beni culturali, ambientali, architettonici, archeologici e paesaggistici
l’agricoltura di qualità
l’artigianato artistico, tradizionale, di qualità
le energie rinnovabili
le risorse umane peculiari – l’ospitalità, l’accoglienza, il saper fare, il saper innovare
Dal riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea, discendono per le forze politiche, sociali, culturali e istituzionali sia al livello nazionale che a livello locale, impegni precisi e concreti:
la conoscenza, la diffusione, la promozione, la tutela e la valorizzazione, in campo internazionale, di un modello alimentare sano e alternativo a modelli alimentari dannosi per la salute e non rispettosi dell’ambiente;
la valorizzazione delle nostre produzioni agricole e agroalimentari di qualità: olio extra vergine di oliva, ortaggi, agrumi, pane e pasta, legumi, vino, prodotti caseari. Produzioni per le quali, grazie alla diffusione della Dieta Mediterranea, si possono prevedere nuovi sbocchi sui mercati nazionali e internazionali e prezzi più remunerativi per i nostri produttori agricoli;
la rivalutazione del paesaggio agrario ibleo e la salvaguardia dei terreni agricoli come condizione strutturale per il nuovo modello di sviluppo sostenibile, non de localizzabile, destinato a durare nel tempo.
Il riconoscimento Unesco per la Dieta Mediterranea deve fare ancora di piu’ riflettere sull’importanza strategica che ricopre l’approvazione del Piano Paesistico e del Parco degli iblei: è tempo di parlarne in termini valoriali positivi e come scelta assolutamente necessaria e non rinviabile