Lo scorso gennaio, la maggioranza del Consiglio comunale di Modica aveva espresso la sua volontà, votando una Proposta di Ordine del Giorno presentata dai sottoscritti, a favore del recupero del Palazzo degli Studi. La storica sede del Liceo Classico “Tommaso Campailla”, dichiarano congiuntamente i consiglieri comunali dell’MPA Diego Mandolfo e di Una Nuova Prospettiva Nino Cerruto ha rischiato, e rischia ancora, di essere abbandonata al suo destino, così da non poter più ospitare una delle colonne portanti della cultura della nostra città e dell’intero nostro territorio. In quella occasione si chiedeva all’Amministrazione di riprendere il dialogo con la Provincia, affinché lo stesso Ente di Viale del Fante considerasse l’opportunità di acquistare l’intero immobile, per procedere al suo restauro e consolidamento, anziché proseguire nel progetto di una nuova struttura per le sole classi del Liceo Artistico. Il restauro dell’intero Palazzo degli Studi consentirebbe a questo di contenere la totalità della popolazione studentesca dell’intero Istituto “Campailla”, Classico ed Artistico insieme.
A distanza di 10 mesi, proseguono Mandolfo e Cerruto, si registra adesso anche una netta presa di posizione della nuova Dirigenza del “Tommaso Campailla” e dello stesso Consiglio d’Istituto: in un recente comunicato é stato infatti chiesto l’intervento delle Istituzioni per il recupero del Palazzo degli Studi, anche con il coinvolgimento dei Parlamentari locali, incontrati direttamente dal Dirigente, Girolamo Piparo.
Avevamo dunque visto giusto, insieme alla maggior parte del Consiglio, nel chiedere il reasturo della sede del “Campailla”: oggi anche l’Istituto lo chiede con forza. Salvare il Palazzo degli Studi significa salvare il cuore della cultura di Modica ed il pregiato edificio che lo ospita. Per questo, concludono Cerruto e Mandolfo, riteniamo giusto, in questa sede, riportare l’attenzione della città su questo tema, chiedendo all’Amministrazione di riprendere quel percorso che potrebbe presto portare al definitivo recupero dell’edificio con il coinvolgimento della Provincia Regionale di Ragusa.