La Regione Siciliana ha riconosciuto alcune zone di Vittoria come aree a rischio di esclusione sociale, circoscrizioni e quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale, attestando le condizioni ormai critiche in cui versa la nostra città, rilegata ai margini dell’Italia, da centro produttivo più importante d’Italia a luogo di emarginazione sociale, una sconfitta e una mortificazione della nostra città, che ha portato all’inclusione della stessa nelle Zone Franche Urbane.
L’amministrazione Nicosia sbandiera questo riconoscimento come un grande risultato della sua amministrazione, invece c’è da essere seriamente preoccupati, basti osservare la realtà quotidiana in cui i cittadini e le imprese vittoriesi sono costretti a vivere e ad operare, per accorgersi che la città ha toccato il fondo, la nostra economia è ormai in ginocchio, c’è in pericolo il futuro della nostra comunità e dei nostri figli, e piuttosto che vantarsi dovrebbe rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare.
Nell’ultima finanziaria (L.R. n. 11/2010) approvata nel maggio scorso, predisposta dall’ex Assessore al Bilancio, Michele Cimino, che faceva parte del mio stesso gruppo parlamentare, il PdL – Sicilia, è stata inserita una norma che prevedeva l’istituzione delle Zone Franche Urbane. La Regione ha inteso utilizzare una possibilità, prevista da una norma di carattere nazionale (L. n. 296/2006 e L. n. 244/2007), anche nel nostro territorio, per aiutare le zone depresse e a rischio di esclusione sociale, quindi – continua Incardona – un giudizio positivo nei confronti del provvedimento della Giunta Regionale e dell’ARS che ha approvato la norma (Art. 67), dimostrando sensibilità per il territorio e le zone più svantaggiate.
Un giudizio negativo merita, invece, l’attività della nostra amministrazione, perché è grazie alla mancanza di indirizzo politico, di indirizzo sociale ed economico della sua azione che la nostra città si trova in questa situazione critica, che non può essere giustificata dalla situazione di crisi generale.
La politica si deve mettere al servizio delle imprese e del territorio, l’amministrazione comunale deve organizzare i servizi ed essere, essa stessa, al servizio della comunità, per portare Vittoria fuori da questo tunnel in cui è stata cacciata dalla varie amministrazioni di sinistra che si sono susseguite negli anni, ormai la situazione non è più tollerabile.
Sul territorio si deve operare con un nuovo approccio ispirato al servizio e non al comando, con nuovi indirizzi e nuovi programmi.
Incardona (Fli): “Zone franche a Vittoria: Aree a rischio di esclusione sociale, circoscrizioni e quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale. Un altro “grande risultato” dell’amministrazione Nicosia”
- Novembre 19, 2010
- 9:14 pm
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