Citazione a giudizio per uno sciclitano. E’ accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie

Atti persecutori aggravati. Questa l’accusa con la quale il Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, ha disposto la citazione a giudizio di M.G., trentasettenne di Scicli, accusato di aver assillato, minacciato e molestato la moglie separata M.M.A. Secondo il capo d’imputazione, l’uomo avrebbe, con condotte reiterate ed assillanti, minacciato e molestato la donna, con la quale aveva avuto una relazione affettiva ed in tal modo, cagionandole un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, ingenerandole un fondato timore per la sua incolumità per costringerla ad alterare le sue abitudini di vita col fine, in particolare, di non farle frequentare suoi colleghi, ovvero persone con cui instaurava rapporti di natura professionale, generandole il timore di subire aggressioni per sé e per le persone da lei frequentate. La presunta vittima per tali fatti presentò due diverse querele il 19 febbraio ed il 28 aprile scorsi, denunciando, segnatamente, di avere ricevuto in maniera continuativa chiamate verso il suo telefono cellulare, insultandola e minacciandola anche di morte e recriminazioni varie. La donna sarebbe stata anche aggredita verbalmente e fisicamente, con minacce ed insulti in più occasioni. L’uomo avrebbe picchiato due colleghi di lavoro dell’ex moglie, ovvero G.G.A. e P.S., ed avrebbe danneggiato l’auto dell’ex congiunta che l’indagato avrebbe colpito con calci e pugni e spesso sarebbe stata pedinata. L’accusa è aggravata, poiché le violenze sarebbero state commesse nei confronti della coniuge dalla quale era legalmente separato. In una terza querela presentata il 27 aprile scorso, la malcapitata aveva denunciato di essere stata colpita con schiaffi al volto e poi trattenuta con l’avambraccio, rimediando lesioni personali dalle quali sono derivate lesioni e segnatamente un graffio all’avambraccio destro ed un ematoma sottocutaneo all’orbita sinistra, all’altezza della palpebra inferiore. In precedenza a carico di M.G., su richiesta del Procuratore Francesco Puleio, il Gip di Modica aveva disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

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