Ammonta a circa ottomila litri il quantitivo di olii esausti e liquami che una nave russa, ormeggiata nel Porto di Pozzallo per effettuare operazioni commerciali, ha omesso di dichiarare alla capitaneria di porto iblea contravvenendo agli obblighi previsti dalla specifica normativa di settore. Secondo la normativa in materia ogni nave che fa scalo in un porto dell’Unione Europea è obbligata a dichiarare, almeno 24 ore prima dell’approdo, il quantitativo e la tipologia dei rifiuti presenti a bordo.
I rifiuti, quindi, vanno conferiti di norma agli impianti di raccolta e smaltimento esistenti. Tutto cio’ al fine di evitare che una nave, contravvenendo alle regole del rispetto dell’ambiente marino, possa decidere di scaricare in mare aperto sostanze inquinanti per risparmiare sui relativi costi di conferimento.
Personale del nucleo “port state control” della guardia costiera pozzallese ha accertato –inoltre- che l’ingente quantita’ di liquami, misto di sentina ed olii esausti, non erano stati scaricati nelle casse predisposte per tale fine ma in diverse cisterne, dalle quali agevolmente avrebbero potuto essere scaricate abusivamente con conseguenze facilmente immaginabili per l’eco-sistema marino. A seguito di tali verifiche è stato elevato un verbale amministrativo di oltre 2 mila euro ed intimato la bonifica dell’unita’ prima della partenza. L’attività svolta si inserisce nel piu’ ampio contesto di prevenzione degli inquinamenti marini che e’ uno tra gli obiettivi strategici che persegue il corpo delle capitanerie di porto.