L’Unsic di Modica: “L’emergenza Inps fa rischiare il tracollo. Risposte oppure azioni eclatanti”

L’ emergenza Inps nel mondo agricolo è pronta ad esplodere. In Sicilia e nel sud Italia si è creata una situazione di forte indebitamento delle imprese, che a causa di una sempre più scarsa liquidità economica non riescono a far fronte agli adempimenti contributivi e fiscali. Spesso si arriva al blocco dei premi PAC ed addirittura alla messa in liquidazione di alcune aziende; migliaia di aziende si trovano ad avere fermi amministrativi e pignoramenti. “La grave crisi economica che sta colpendo in modo irreparabile l’ economia delle aziende agricole dell’intero territorio nazionale – dice il presidente dell’Unsic di Modica, Ignazio Abbate – ormai è certificata anche dai dati Istat che danno in forte calo il PLV delle aziende,il comparto si trova a dover fronteggiare, oltre ad un aumento dei costi di produzione, anche un crollo dei prezzi alle vendite con l’ impossibilità delle stesse a poter onorare le scadenze contributive, sia come CD che come OTD”. Nel 2007 è stata realizzata la più imponente ristrutturazione creditizia delle aziende agricole; infatti l’ accordo stipulato tra Deutsche Bank e Unicredit da una parte, e l’ Insp dall’ altra, ha dato la possibilità a decine di migliaia di aziende di ristrutturare i propri debiti nei confronti dell’ INPS con un abbattimento della sorte capitale, degli interessi e delle more di oltre il 70%. “Noi – aggiunge Abbate – invitiamo la rappresentanza politica in tutti i suoi livelli a volersi mobilitare e effettuare tutti gli atti di loro competenza, affinché venga emanato dal Governo Nazionale un provvedimento che riapra i termini per la ristrutturazione dei debiti contributivi delle aziende agricole fino al 16/01/2011 nelle stesse modalità del provvedimento sopra enunciato. Tale provvedimento è di vitale importanza per la sopravvivenza delle aziende agricole iblee e siciliane per continuare a creare reddito e per sostenere l’ economia ragusana basata prioritariamente sul comparto agricolo. Questo nostro appello, ultimo di una lunga serie, sé non produrrà nessun effetto, ci vedrà costretti a mettere in campo azioni eclatanti, anche sé lontane dalla nostra cultura rivendicativa”.

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