Udienza movimentata quella che vedeva imputata l’albanese Yzaj Fatbardha, 50 anni, residente a Modica, che ha costretto il giudice monocratico del Tribunale, Antongiulio Maggiore, ad alzare la voce e a cacciare dall’aula coattivamente, attraverso i carabinieri la donna. E’ accaduto, infatti, che il pubblico ministero, Veronica Di Grandi, stesse interrogando la parte offesa, Lucay Malindo, anche lei albanese, quando la Fatbardha, si è alzata ed ha cominciato ad inveire contro la teste con frasi offensive sullo stato dell’interessata. “Io non voglio tuo marito, amo il mio. Il tuo ha l’Aids”. Al tentativo di calmare l’imputata del giudice i risultati non sono cambiati tanto che il magistrato giudicante l’ha prima energicamente diffidata, poi ha chiesto l’intervento dei carabinieri e l’ha espulsa. Al termine del processo Yzaj Fatbardha, che era difesa dall’avvocato Rinaldo Occhipinti, è stata condannata a otto mesi di reclusione. La donna era stata arrestata nel mese di giugno dello scorso anno in esecuzione di una misura cautelare e indagata per stalking nei confronti di una connazionale e di una famiglia di Modica(successivamente ammessa ai domiciliari). Stavolta era accusata di atti persecutori aggravati, per avere con condotte reiterate ed assillanti, minacciato o molestato la sua connazionale, Lucay Malindo, albanese, ed anche il marito di quest’ultima, Emanuele Minardo, modicano. La Fatbardha, secondo l’accusa, avrebbe cagionato ai due coniugi un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, ingenerando un fondato timore per la loro incolumità e costringendo la donna ad alterare le sue abitudini di vita, a non uscire, a non accompagnare all’asilo il figlio di quattro anni.
Minacce e molestie a connazionale. Modica, condannata albanese dopo udienza movimentata
- Maggio 26, 2011
- 9:15 am
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