L’OSSERVAZIONE DAL BASSO……… di DIRETTORE. MODICA E LA POLITICA: SERVE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE!

Guardando la realtà politica modicana sorgono alcune domande: c’è una classe politica emergente? Ci sono degli uomini e delle donne disponibili a dare parte del proprio tempo per occuparsi della “polis”, per gettare le basi di un loro ingresso nella vita istituzionale? E se esistono, quale spazio viene loro riservato? Chi saranno coloro che dovranno amministrarci nel prossimo futuro e che dovranno rappresentarci nel nostro Ente locale, nelle Istituzioni a vari livelli? Il movimentismo politico da destra a sinistra ( con regole e norme passeggere, e fondato sul fenomeno del laederismo), che ha sostituito, in quest’ultimi 15 anni, la scomparsa dei partiti, quali uomini politici ha formato nella nostra città? E con quali idealità? Con quale cultura politica? Con quali capacità progettuali? Con quali competenze amministrative? Ha creato forse rampanti e arrivisti? Forse figure riciclate? Forse candidati dell’ultima ora privi di ogni cognizione della politica? I veri uomini politici e di governo non si inventano, ma si formano come in una palestra, con il confronto, lo studio dei problemi, con la presenza nel tessuto della città. E allora chi ha voglia e coraggio cominci a farsi avanti e a dirlo con chiarezza e trasparenza; dimostri non di essere impeccabile, ma di avere qualità e virtù per mettersi a servizio della città. Ma di fronte a tutto questo, qual è la reazione dei modicani, sia di ceto medio che di quello alto?
Credo che nella nostra città siano presenti diverse categorie di persone. Vi è anzitutto la categoria degli indifferenti. E’ quella che racchiude al suo interno una tipologia di pensiero carat-terizzata da slogans:“a me la politica non interessa”, “non è cosa per me”, “la politica è sporca”, “io non sono portato alla politica”, etc… E poi, sono tutti ladri, indagati e qualcuno anche arrestato. Insomma, è gente che non partecipa a niente, non si interessa, né segue ciò che avviene in città in ordine ad un discorso politico- amministrativo e che poi, quando entra nell’urna, o vota scheda bianca o scrive qualche parolaccia offensiva delle istituzioni e dei candidati. La loro indifferenza può apparire una colpa, ma non hanno tutti i torti e il problema sarebbe quello di indagare sulla causa di questo atteggiamento.
La categoria dei delusi è un’altra fetta della nostra realtà modi- modicana. Sono coloro che non hanno più fiducia negli amministratori, nelle persone impegnate in politica, e che si affidano a sfoghi del tipo: “ma, sono tutti uguali!”, “quando arrivano ad occupare le poltrone, si dimenticano della gente”, “non fanno altro che litigare”, “le cose non cambiano”, etc.. Insomma, vige una sorta di pessimismo che blocca ogni forma di partecipazione alla vita della città. E tutte le indagini giudiziarie che stanno riguardando uomini politici della città sono un ulteriore incentivo alla delusione e allo smarrimento.
Vi è ancora la categoria dei trasformisti. Sono quelli che vanno ora di qua ora di là, che passano da una bandiera all’altra, a volte giustamente, altre volte per mero interesse; si tratta , in altri termini, di persone cui interessa poco la città, il bene di tutti, la problematica del territorio, la meritocrazia. Ciò che conta è il raggiungimento di interessi personalistici.
Tra la nostra gente che guarda alla politica vi è poi la categoria degli sbrigativi. Sono coloro che non approfondiscono i proble-mi,che non comprendono minimamente le difficoltà dell’am- ministrare, che vorrebbero in modo magico la risoluzione di ogni problema, non capendo che spesso non bastano l’impegno e la buona volontà, poiché c’è una tempistica burocratica che ha le sue regole contorte e farraginose. Gli sbrigativi, insomma, sono persone lamentose, che, però, non fanno nulla, non muovono un dito per dare un contributo, anche di semplice cittadino, alla soluzione dei problemi della propria città. Infine, la categoria dei rassegnati. Si tratta di gente che allarga le braccia per affermare che in politica “nulla cambia e nulla cambierà”.
Di fronte ad una situazione del genere, la Modica colta, nobile, popolare e cristiana deve domandarsi: si può costruire e far crescere la città con l’indifferenza, il pessimismo, la rassegnazione, la superficialità, il trasformismo, il disfattismo, o la critica ad ogni costo? Servono uomini e donne nuovi nell’età, di spessore etico-culturale e di saggezza comprovata, che abbiano il coraggio di prepararsi a diventare classe dirigente competente e per aprire nuove strade di speranza per il futuro della nostra città.

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