Settembre 2005. Sul sagrato del duomo di San Giorgio arriva la Nazionale di fioretto maschile reduce dall’oro olimpico di Atene 2004. Tra questi anche Andrea Cassarà, la “promessa” della scherma italiana. E’ un assalto d’esibizione e si sfidano la Nazionale di allora e quella degli “azzurrini”, tra le cui fila anche Valerio Aspromonte e Giorgio Avola. Il modicano ha soli 16 anni. Luglio 2011, Sheffield. Quel Cassarà che ha in bacheca Coppe del Mondo e vari titoli sfida Giorgio Avola che, oggi, è la “promessa”. E’ la finale del Campionato Europeo 2011.
In casa Italia in pochi scommettono su Avola. Cassarà ha infatti non solo maggiore esperienza ma ha dimostrato di essere in giornata superando in semifinale l’altro azzurro Andrea Baldini. Al primo “pronti, a voi” Avola mette una dopo l’altra ben 5 stoccate. Cassarà subisce e cade in pedana a causa di crampi. Dopo l’assistenza medica il match riprende con il siciliano che riesce
Avola conosce Cassarà, ma soprattutto conosce se stesso e si affida all’istinto. Stavolta non sbaglia. E’ una “botta”, col pugno girato, dall’alto verso il basso, che Cassarà non riesce a parare. E’ la stoccata che vale il titolo europeo. Giorgio è sul tetto d’Europa. Eugenio Migliore e Piero Cassarono scoppiano in lacrime. Il Maestro Scarso prova a contenersi ma a certe emozioni, quando sono sincere e sgorgano dal cuore, non si può dire di no. Avola urla, cerca con gli occhi Migliore e Scarso. Incontra il secondo che da lontano gli “intima” un: “Vieni ‘cca!” e si stringono in un abbraccio d’emozione, di gioia…di storia di Modica.
INTERVISTA
“Stanotte non ho dormito”. Lo dice senza nascondersi, Giorgio Avola, all’indomani della conquista del titolo europeo, il primo che arricchisce la bacheca della Conad Scherma Modica che, fino ad adesso, brillava per i trofei ed i titoli conquistati in ambito giovanile, under 23 o tra i Maestri. “E’ stata un’emozione indescrivibile – prosegue – anche per come è arrivata. La finale con Andrea Cassarà è stata davvero bella. Guarda questa botta qui…” dice rivedendo una stoccata tra le foto che lo hanno immortalato in una giornata che rimarrà nella sua memoria. “Ieri è stata la giornata perfetta – continua ancora a raccontare -. Sin dai gironi sono salito in pedana concentrato. Ho anche cambiato impugnatura al mio fioretto. Dagli assalti del tabellone di diretta ho percepito che stavo molto bene. Ho esordito contro Halsted, padrone di casa, che aveva il tifo dalla sua parte e quella vittoria mi ha dato ancora più consapevolezza”.Il momento più difficile, finale a parte, è stata la vittoria nei quarti contro il tedesco Bachmann. “Ho vinto al minuto supplementare 10-9. Mi hanno detto che “qualcuno” non è stato benissimo in tribuna per il cardiopalma! Alla fine ho vinto”. Non racconta altro, c’è la sua Rachele che l’attende su Skype.
nella foto a sx l’abbraccio con il presidente Giorgio Scarso