Sviluppare lavoro nella frontiera del Mediterraneo. Lo slogan della USR Cisl Sicilia Milazzo

Esecutivo Cisl Ragusa

«Creare i presupposti per individuare maggiori diritti e tutele per tutti, nessuno escluso, così come nello slogan del Primo maggio a Pozzallo e sviluppare lavoro in questa area che è frontiera del Mediterraneo.» Lo ha ribadito ieri, nel corso dell’Esecutivo riunito nella sede di piazza Ancione a Ragusa, il segretario generale della USR Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo. Un incontro operativo in vista dell’importante appuntamento organizzato da Cgil, Cisl e Uil nazionali che hanno deciso di celebrare il lavoro in questa parte della Sicilia.

«Pozzallo rappresenta il crocevia di malesseri e speranze – ha aggiunto Milazzo – e qui, in questo luogo dove la solidarietà fa la differenza, il sindacato parlerà di lavoro.
È necessario, naturalmente, andare oltre quanto fatto fino ad oggi. Abbiamo già chiesto interventi all’Europa, interventi strutturali che non possono essere solo quelli dell’accoglienza. Puntiamo di più ad una integrazione reale per creare quelle condizioni di lavoro vere che sono indispensabili nel nostro territorio, per l’intera Sicilia ma, soprattutto, per il Mezzogiorno. Partiamo da una considerazione che coinvolge, ormai, tutti; mi riferisco ai redditi pro capite fortemente diminuiti rispetto al nord. È necessaria una inversione di tendenza con un impegno straordinario del governo centrale per favorire sviluppo nelle zone in crisi per rendere il Paese coeso e coerente.» Grande mobilitazione, come normale che sia, per la Cisl siciliana e per quella di Ragusa Siracusa. «Solidarietà, integrazione e lavoro sono aspetti che riguardano l’intero meridione – ha detto Paolo Sanzaro, segretario generale della UST Ragusa Siracusa – Sono certo che da questa finestra sul Mediterraneo uscirà, con questa opportunità del 1 maggio, una Sicilia ed un territorio che vogliono riscattarsi.
Chiediamo al Governo interventi concreti perché questa zona del Paese sia collegata con infrastrutture moderne e adeguate ai tempi. Lo sviluppo, quindi il lavoro, potrà arrivare anche da una modernizzazione di tutto questo. Il 1 maggio sarà l’occasione per rilanciare anche questa condizione.»

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