I politici e la Ragusa-Catania. “Ci avete rotto i cabasisi”(dalla parola di Marcello Perracchio, capitolo 3°, al commissario Montalbano)

saro cannizzaro

Lo sapevo, il protocollo si è ripetuto. Qualche ora fa mi ha chiamato un amico e mi ha detto: “Ciò che mi avevi anticipato sabato, si sta verificando!” Non c’era dubbio. Dopo il brindisi per la fattibilità della “Ragusa-Catania”(comunicati stampa a iosa), lo “sgomento” dei giorni scorsi per l’esclusione dalle 30 opere più importanti dell’infrastruttura anzidetta(i comunicati li trovati in ordine d’arrivo su questo sito), i politici hanno iniziato quella che è la fase di “riappacificazione” col territorio o se volete il tentativo di riappacificazione.

Avevo detto al mio amico “Peppe” che nei primi giorni della settimana sarebbero cominciati i comunicati di rassicurazione dei soliti noti, del tipo “non tutto è perso”, “lotteremo fino a fare cambiare idea al Ministro”, “è stato un disguido”, la “colpa è dei giornalisti” e chi ne ha più ne metta..E’ il protocollo dei nostri politici, diciamo la prassi, ora più che mai perchè la gente si è veramente rotta le palle. Parole, parole, parole, bla, bla, bla, bla. Sapete in 25 anni di giornalismo quante ne ho sentite. Sulla chiusura del Tribunale di Modica, tanto per fare un esempio, la senatrice Venera Padua, portò esponenti parlamentari di rilievo del Pd nella struttura, componenti le commissioni parlamentari interessate, con ovvio incontro coi giornalisti. Personalmente posi una domanda che, pressapoco, era: “A parte il pranzo che ci scroccherete anche oggi e probabilmente la cioccolata, cosa ci garantite?”. La risposta quasi unanime, dopo uno sguardo stupito dei cinque(quasi a volere sintetizzare: “questo che c….dice?”)fu sostanzialmente: “State tranquilli”. Praticamente ciò che Matteo Renzi ripeteva all’allora presidente del Consiglio, Letta. Sappiamo tutti com’è finita tra i due e com’è finita per il tribunale. Cari lettori, qui i politici offendono la nostra intelligenza ma non si rendono conto che la nostra è superiore alla loro e li sputtaniamo. Ora ci sarà la trafila di incontri, di proclami della serie “venceremos” come cantavano gli Inti Illimani, fino a quando saremo distratti da altre cose, da altre tasse, e si ricomincia. Se ci volete rispettare, cari politici della provincia di Ragusa, regionali, nazionali, provinciali, locali, consorziali, condominiali, smettetela di rompere giornalmente i cabasisi e fatevi sentire solo quando avrete delle risposte certe e non le classiche e stucchevoli rassicurazioni. Non ne possiamo veramente più.

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