Stipendi non pagati ai dipendenti della Servizi per Modica. Denuncia della Cgil

salvatore terranova

L’Amministrazione comunale di Modica si è totalmente dimenticata della Spm e dei suoi dipendenti. Anzi l’ha abbandonata al destino cui essa vuole farla approdare silenziosamente e senza essere disturbata: farla morire di inedia, ma con la strategia soporifera di non far emergere in città le conseguenze che deriveranno dallo smantellamento di un organismo partecipato in cui operano più di 100 dipendenti. Lo sostiene Salvatore Terranova della Cgil il quale ritiene che si tratta

di una strategia avviata la Giunta comunale dal suo insediamento ovvero far apparire di interessarsi della Servizi per Modica, ma in realtà costruendo giorno dopo giorno gli atti per decretarne la fine.
“Nulla la Giunta ha fatto per metterla in sicurezza – dice – -. Semmai ha varcato la strada che porta alla dismissione dei servizi che sinora la Società ha avuto in affidamento, per proporne la gestione in versione privatistica. Cominciando col servizio scuolabus affidato all’esterno, con un aumento dei costi facilmente dimostrabile, e ora continuando con il percorso che viene modernamente definito di razionalizzazione delle partecipate, ma che in realtà significa ben altro: ossia il graduale svuotamento della Società sino a renderla un contenitore vuoto e inservibile, perché esternalizzare i servizi porta seco la possibilità di aprire il varco ad altre dinamiche.
L’Amministrazione si è, invero, dimenticata anche dei dipendenti della SpM. Siamo a qualche giorno dalle feste natalizie e ancora essa non si è peritata per niente di trasferirle le risorse economiche per pagare gli stipendi ai lavoratori, che hanno maturato già 4 mensilità, compresa la tredicesima.
Per tutto e per tutti ci sono soldi e possibilità, per i dipendenti della SpM è invece il periodo lunghissimo delle vacche magre. Niente risorse, quindi niente stipendi e, perciò, niente feste. Sembra quasi che delle difficoltà economiche e finanziarie del Comune ne stanno risentendo solo i dipendenti della Spm, mentre ci tocca quotidianamente assistere a liturgie deformate e deformanti di una città definita in continua crescita e sviluppo, pur sapendo che la realtà, al contrario, ha un’altra configurazione.
Da tempo la Cgil denuncia lo stato di crisi e di indebitamento che la Società sta attraversando e si è fatta ripetutamente assertrice della necessità di attuare alcune misure di riduzione delle spese, facendo pervenire, sia al Comune che alla direzione della società, proposte che, se fossero state applicate, oggi la partecipata sarebbe esente dai rischi cui soggiace e avrebbe avuto diversa considerazione nelle prescrizioni della Corte dei Conti.
Ma l’Amministrazione è apparsa del tutto sorda, sottovalutando tutto, imperterrita nei suoi obiettivi, spesso impregnati di poco senso e di progetto e, in alcuni casi, di vera superficialità”.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa