Era composta da italiani, tunisini, marocchini, albanesi e polacchi, e anche da donne, la banda che trafficava droga a livello internazionale e sgominata all’alba di oggi dalla polizia con l’operazione «Blade» .Oltre 150 gli uomini impegnati nella imponente operazione antidroga che ha avuto il suo epicentro a Modica con l’impiego di 70 auto, un elicottero, 8 unità cinofile, 14 unità del reparto prevenzione crimine e 12 operatori della scientifica. Sono 17 i destinatari delle misure cautelari in carcere disposte dalla procura distrettuale antimafia di Catania. Secondo gli investigatori i componenti del clan avevano stretto un vincolo criminale per il controllo dello spaccio di droga negli Iblei e reperita in Albania dal vertice dell’organizzazione, ovvero Julian Hoxha. Nel corso dell’operazione, che ha portato alla cattura di 15 dei 17 destinatari delle misure cautelari, sono stati effettuati sequestri di eroina e marijuana, nonché di smartphone e computer. L’operazione è il risultato di un’articolata attività di indagine nata nel 2012. La droga veniva spacciata a Modica, Pozzallo e Rosolini, in particolare marijuana, eroina e cocaina.
Gli investigatori avevano monitorato l’esistenza di insoliti rapporti di frequentazione tra gruppi di stranieri di varia nazionalità, la maggior parte albanesi, ed alcuni tunisini e marocchini, anche con cittadini modicani, molti dei quali noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi con la giustizia. Con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche e ambientali ed il costante monitoraggio di tali soggetti, nel tempo sono stati definiti i ruoli rivestiti dagli indagati, con un sodalizio composto anche da donne, legate da rapporti sentimentali o di parentela con i vertici del gruppo criminale.Inoltre, l’attività investigativa ha consentito di individuare a Roma e Ragusa altri due albanesi che rifornivano abitualmente il gruppo in primis nel Modicano.
L’esistenza dell’associazione era inoltre dimostrata dalla presenza di una cassa comune ove confluivano i proventi dell’attività di spaccio, destinati anche all’acquisto di nuove quantità di stupefacente. Oltre al vertice dell’Albania rivestivano un ruolo di peso nell’organizzazione anche Carmelo Baglieri, che si occupava di reperire la droga a Ragusa dal fornitore albanese, Giorgio Selvagio e Giorgio Assenza, che si occupavano della vendita. Le sorelle Lorenza a Mery Salonia, pur essendo ai domiciliari, acquistavano la droga dal capo Hoxha per rivenderla a Pozzallo. Per indicare la droga venivano utilizzati in codice termini come zucchero, cd o pezzi di ricambio. Gli arresti in flagranza sono dunque scattati per due albanesi, tra cui il già citato Hoxha, per Assenza e Baglieri, contestualmente al sequestro di oltre 200 grammi di droga.