Ieri sera i carabinieri hanno eseguito a Santa Croce Camerina una misura di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Marco Rota, a carico di Massimo Miceli, 47 anni, originario di Lentini.
L’operazione conclude un’articolata attività investigativa iniziata nell’immediatezza di una rapina, avvenuta poco dopo le 12 del 3 agosto 2015, ai danni della filiale di Scoglitti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, quando due uomini di nazionalità italiana armati di taglierino erano penetrati nell’istituto di credito minacciando il cassiere davanti agli occhi di alcuni clienti. Erano bastati pochi attimi ai rapinatori per razziare un bottino di 10 mila euro con velocità e freddezza da professionisti e darsi quindi alla fuga.
Le testimonianze dei clienti dell’istituto di credito presenti al momento del delitto e le telecamere di videosorveglianza, nonché quelle ubicate nella frazione marittima, avevano permesso agli inquirenti di delineare le fattezze somatiche dei presunti responsabili: è stato tuttavia necessario avviare una mirata attività con il supporto dei moderni ausili tecnici. Inoltre, grazie anche ai più consueti metodi d’indagine, quali pedinamenti, osservazione e controllo territoriale, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i momenti salienti, fondamentali per definire l’impianto probatorio: poco dopo mezzogiorno del 3 agosto i rapinatori avevano parcheggiato una Fiat Punto nera in una via adiacente alla Banca. Uno dei tre era entrato nella filiale e si era celato il viso con un foulard e, impugnando il taglierino, dopo essere salito sul bancone, aveva intimato agli impiegati di aprire la bussola e consegnare il denaro contante. Nel frattempo il complice, accedendo in banca, aveva prelevato il denaro mettendolo in una borsa: erano così fuggiti per un tratto di strada a piedi e poierano saliti sulla vettura, facendo perdere le proprie tracce. In seguito, l’attività di riscontro dei militari, ha consentito di recuperare l’utilitaria utilizzata per la fuga, che continuava ad essere utilizzata dal gruppo, ma con una targa diversa.