Modica. La scuola secondaria di I grado Giovanni XXIII fa memoria della Shoah

scuola giovanni XXIII

In concomitanza con il 27 gennaio, Giornata della memoria, tutte le classi III e alcune classi II della scuola Giovanni XXIII di Modica ricordano la Shoah attraverso la presenza ebraica a Modica. Pertanto, oltre le consuete attività che si svolgeranno in tutte le classi consistenti in: presentazione del fenomeno attraverso le categorie di cause e conseguenze, comprensione del contesto storico, analisi del presente alla luce del passato, visione di un film inerente alla tematica,

la scuola ha deciso di aderire alle proposte del progetto MAS, Modica Art System che prevede un ciclo di tour tra gennaio e aprile, Modica Contemporary Tours, ovvero dei percorsi che mirano a far vivere un’esperienza urbana alla ricerca dell’identità. Uno di tali tour, proposto appunto nel mese di gennaio, si snoda attraverso le vie del quartiere Cartellone e ruota intorno al tema dell’olocausto, facendo inerpicare i visitatori tra le vie del ghetto ebraico. La scuola sceglie così di far memoria di un evento quale la Shoah, oltre che con i fatti della grade storia, quella che gli alunni trovano sui loro libri di testo, anche con la microstoria, quella storia piccola che ha radici antiche e che fa sperimentare la morte, l’eccidio e il confino degli Ebrei anche nella città in cui loro vivono. Scopo è anche far scoprire o ri-scoprire aspetti della città in cui i ragazzi vivono e che magari non conoscono. Del resto i quartieri e le viuzze di Modica hanno un fascino indiscusso. A tal proposito citiamo Ciccio Belgiorno, scrittore e giornalista: “Come un rarissimo insetto pietrificato, Modica è rimasta intatta. La storia vi è passata come un vento che talvolta ha portato via testimonianze del suo splendore, ma la gioia della pietra vi canta ancora: i palazzi con balconi dalle ringhiere rigonfie dove il gelsomino non cessa mai di fiorire, le cattedrali barocche, i quartieri abbandonati che conservano sull’acciottolato delle strette stradine l’eco di un popolo ciarliero, svanito nelle droghe del passato”.

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