Il Procuratore Generale Scarpinato in visita al Museo del Cioccolato per un viaggio nel cuore dolce della Contea di Modica

di lorenzo scarpinato

“Un universo di cultura, storia e piacere di vivere Modica e il suo cioccolato”, con queste parole si è conclusa la lunga visita al Museo del Cioccolato di Modica del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato.

E’ stato il Direttore del Consorzio Nino Scivoletto ad accogliere l’ospite e a guidarlo nella lettura della documentazione archivistica, esposta nel salone Italia, ripercorrendo il periodo dal 1746 al 1915, fornendo tutte le indicazioni relative alle origini della lavorazione del cioccolato a Modica, partendo dalle fave di cacao, che giungevano da Palermo, per poi svelare i nomi dei “cicolatieri” dell’epoca al servizio di Casa Grimaldi , fino alle ricette,con la indicazione degli ingredienti, le quantità e i relativi costi.
La visita al “Dammusu ro ciucculattaru”,grazie al maestro Ignazio Iacono, ha consentito all’ospite di vivere una emozionante esperienza nel processo produttivo del cioccolato, secondo la tecnica settecentesca. Dalla fava tostata, alla granella fino alla pasta amara raffinata sulla “valata” di pietra lavica, alimentata a fuoco vivo. Il cioccolato nelle formelle di latta e la battiturahanno concluso la fase produttiva, di seguito la degustazione di cioccolato di Modica, ma anche di fave crude e tostate di provenienza Perù e Uganda.
Il viaggio nella Modica dolce per il magistrato si è concluso con  un’altra tappa non programmata. L’incontro con il Maestro Salvatore DiLorenzo, decano dei dolcieri e cioccolatieri di Modica. Impegnato da una parte nella preparazione della “aranciata” e dall’altra a coordinare le fasi conclusive della produzione delle scorze per i cannoli, Di Lorenzo ha descritto minuziosamente i processi produttivi, rigorosamente ancorati alla tradizione dolciaria della Contea e frutto delle dominazioni arabe e spagnole, preziosi e dolci lasciti. Cedrata, aranciata, cannoli e impanatiglie fatti rivivere nella loro storia e apprezzati dall’illustre ospite con tutti i sensi.

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