Per dirla con l’ex-ciclista Gianni Bugno “se passi troppo tempo a riscaldarti, perderai la gara; se non ti riscaldi affatto, può capitare che non la finirai nemmeno”. Sono sette mesi che Virginia Raggi e la sua giunta fanno esercizi di riscaldamento mentre Roma rimane congelata.
Forse l’atleta è inadeguata alla gara? Se vuoi diventare un campione, devi avere la stoffa, altrimenti non ce la farai mai. Non c’è dubbio che la signora non appartiene alla categoria privilegiata di quelli che la stoffa ce l’hanno, ma neanche a quella di coloro che sapendo di esserne privi, si circondano delle persone giuste. Anzi, ha fatto l’esatto contrario. Tra nomine revocate, siluramenti, dimissioni, indagini e arresti, la giunta capitolina vive pericolosamente grazie alle scelte avventate di una testarda presuntuosa e nonostante i consigli del suo movimento. Sarebbe niente se non fosse Roma a pagarne le conseguenze. Dico Roma e intendo proprio la città, la capitale, con le sue bellezze ineguagliabili e il suo patrimonio artistico, perché i romani se la sono eletta e mo’ se la tengono e sembrano pure esserne felici. Meglio un’incompetente che un manigoldo. Peccato che tutti, elettori ed eletti, trascurino una verità incontestabile, che in politica devi soprattutto essere in grado di risolvere i problemi, se poi sei anche onesto, tanto meglio. Ma qui, oltre che di incompetenza, mi pare si sia aperta una falla anche sul fronte dell’onestà Un’ombra è calata sulla sindaca e cancella il ricordo del grido entusiastico “Onestà onestà onestà” ripetuto da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, con la regia dell’onnipresente comico Grillo. Un po’ ridicoli, un po’ illusi, un po’ patetici allora e adesso anche un po’ buffoni. La Raggi si aggiusta i capelli e sorride, sorride spesso, troppo date le circostanze. Ci si chiede se sia conscia del grande pasticcio in cui si è cacciata o si è fatta cacciare da qualcuno molto più furbo di lei. Per aggravare la situazione, i magistrati hanno scoperto l’esistenza di una polizza vita di cui lei risulta beneficiaria. Dice di non esserne mai stata a conoscenza. Tale polizza, è stata emessa nel periodo precedente la sua nomina a sindaco dal suo ex capo di segreteria Salvatore Romeo. Motivo del regalo? La grande stima per lei La faccenda è strana, si accettano supposizioni varie e comprensibili sospetti nei confronti di tutti gli attori del dramma, Grillo compreso che, al suo arrivo in Sicilia, disse:” La mafia qui non c’è” E’ stato forse un modo per lisciare il pelo a chi sarebbe potuto tornargli utile un domani? Scimmiottando la Raggi. é una domanda mal posta? Rimane un fatto: il creatore del movimento è lui e la Raggi è per ora sotto la sua protezione. Nello sfondo una Roma agonizzante. Con Bertolaso sindaco sarebbe andata del tutto diversamente.