“La storia siamo noi”. E’ stato questo lo slogano coniato per una “rimpatriata” di quanti hanno fatto proprio la storia del calcio a Modica. Nel nome del mitico massaggiatore Pietro Scollo, e di quanto non ci sono più, ‘Nzuliddu Pitino è riuscito nel difficile progetto di portare a cena quasi 130 ex calciatori che hanno militato nelle cinque società che sono state il simbolo dal calcio modicano ovvero il Modica, Don Bosco, la Carpentieri, la Carlo Papa e la Libertas. In un noto ristorante di Sampieri erano in tanti, quasi tutti coi capelli bianchi, molti oramai irriconoscibili ma sempre amati. Da Pippo Macrì a Saro Maltese e Muccio, da Schiavo, Vendramini col figlio Gianluca, Migliore(Carmelo e Ignazio), Galazzo, Sarta, Alecci, Belluardo, Bennardo, Di Emanuele, Galazzo ad Ammatuna, Scalone, Azzarelli, Agosta, Spidaletto, Enzo Pitino, agli allenatori Carlo Cesarato, Carmelo Giglio, Giorgio Giordano, Peppe Sammito,
per il Modica da Modica Bittoldo, Frasca, Pluchino, Baglieri, Scucces, i fratelli Di Giacomo, per la Don Bosco, Rappocciolo, Caccamo, Modica, Meno ed Enzo Carpentieri, e i vari Cannizzaro, Cicero, Fiore, Macauda, Militello, Caruso, Incatasciato, Cappello, Pisana, Porto, Scollo, Ferro, Sammito, Ragusa, Cassone, Abbate, Colombo, Giannone, Galfo e così via dicendo per tutte le squadre…e c’era anche il direttore sportivo del Modica di Antonio Aurnia, Cesare Sorbo. “Ho fatto circa 240 tra telefonate e messaggi – spiega ‘Nzuliddu Pitino – ma alla fine siamo stati in tanti e sono felice di questo. Ritrovarsi è stato molto piacevole.
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