In Appello il processo per i cani killer di Punta Pisciotto(Scicli). Il pm chiede lievi riduzioni di pene

punta pisciotto

Hanno concluso le difese nel processo d’appello sull’indagine per i cani killer di Punta Pisciotto a Sampieri. In primo grado era stata emessa sentenza di risarcimento danni per quasi un milione e mezzo di euro in favore delle vittime dei cani da parte del Collegio Penale del Tribunale di Ragusa(Saito, Maggiore, Manenti)che aveva condannato l’ex sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, difeso dall’avvocato Giovanni Riccotti La Rocca, e l’anziano custode dei cani randagi Virgilio Giglio, ovvero colui che accudiva i cani randagi, difeso dall’avvocato Francesco Riccotti. Il primo aveva avuto la pena più pesante, sei anni e due mesi di reclusione. Giglio era stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione.

Ventincinque era stato interdetto in maniera perpetua dai pubblici uffici, l’anziano solo per cinque anni. Erano stati assolti i veterinari dell’Asp 7 Antonino Avola, Roberto Turlà e Saverio Agosta, difesi dagli avvocati Enrico Platania e Fabio Borrometi, così come i dipendenti comunali Salvatore Calvo e Giuseppe Pisana. Ieri hanno concluso gli avvocati Giovanni Riccotti La Rocca e Francesco Riccotti, dopo le richieste del pubblico ministero per pene più lievi nei confronti degli imputati. I giudici d’Appello hanno rinviato il processo al prossimo 18 luglio per le repliche e la sentenza. Il processo è scaturito dai drammatici del 13 marzo 2009 tra contrada Pisciotto e la spiaggia di Sampieri. Il territorio ibleo balzò alle cronache nazionali ed estere per il bimbo modicano di 10 anni Giuseppe Brafa sbranato vivo mentre pedalava in bici da un branco di randagi, gli stessi che qualche giorno dopo avevano attaccato anche una ragazza che faceva jogging di buon mattino sulla spiaggia di Sampieri, sfregiandole il viso e lasciandole ferite di cui ancora oggi porta le cicatrici. Giovanni Venticinque, Virgilio Giglio e il comune di Scicli erano stati condannati a risarcire le vittime che si erano costituite parti civili con una cifra astronomica: circa un milione 400mila euro. La parte maggiore della somma, circa un milione, per la famiglia Brafa, patrocinata dagli avvocati Enzo ed Enrico Trantino, Salvo Maltese e Ivan Albo, mentre il resto da ripartire tra la giovane tedesca e le altre parti civili.

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