Il dibattito e le votazioni di ieri in Consiglio Comunale hanno confermato il profilo politico e le vere intenzioni dell’Amministrazione Abbate e della maggioranza che lo sostiene. Questo il senso dell’intervento a posteriori della riunione della civisa assise modicana dei consiglieri comunali di opposizione, Vito D’Antona, Ivana Castello e Giovanni Spadaro.
“Ancora una volta, e da circa sei mesi – dicono – accampando assurde giustificazioni, la città viene privata della possibilità di seguire i lavori del Consiglio, di verificarne la produttività, di controllare l’operato dei suoi rappresentanti; dopo tanti anni, anche in materia di trasparenza e di partecipazione, Modica diventa fanalino di coda rispetto ai tanti comuni che si sono invece attrezzati con le dirette televisive.
Per quanto riguarda i lavori consiliari, la maggioranza respinge, astenendosi tatticamente, una mozione con la quale veniva richiesto, in merito al problema delle attività integrative, un tavolo di confronto tra le parti per il ripristino, razionalizzato, del servizio.
In merito alla mozione sul mantenimento della destinazione dell’edificio, fino a poco tempo fa, sede del Tribunale, ad uffici giudiziari e la contestuale adesione ad una iniziativa del comune di Mistretta rivolta ad adire la Corte di Giustizia europea a favore dei tribunali minori, con un improvviso emendamento letto in aula, la maggioranza impone la scelta, già apertamente espressa dal Sindaco, di potere allocare nel palazzo uffici amministrativi, mortificandone sostanzialmente la destinazione naturale e indebolendo tutta la battaglia intrapresa in questi anni.
Due atti che smentiscono quanto affermato dal Sindaco solo recentemente, in occasione del bilancio preventivo 2017, già in forte ritardo, il quale si vantava di avere garantito i servizi.
Proprio lunedì sera è stata confermata la scelta di smantellare le attività a sostegno degli alunni modicani e la rinuncia politica a lottare fino in fondo per il mantenimento degli uffici giudiziari a Modica.
Fatti gravissimi che indeboliscono la rete di servizi nella città di Modica e mortificano l’impegno e la mobilitazione di famiglie, professionisti e cittadini per una Modica moderna e punto di riferimento comprensoriale, facendole fare passi indietro”.