Archiviata l’indagine della Guardia di Finanza nei confronti del vittoriese P.M., 64 anni, denunciato con l’accusa di svolgere abusivamente l’attività di mediazione assicurativa. L’attività d’indagine, svolta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Vittoria, era nata dall’approfondimento di una segnalazione di operazioni sospette, a fini antiriciclaggio, dalle quali era emerso che il soggetto avrebbe incassato mensilmente cospicue somme di denaro, senza svolgere apparentemente alcuna attività economica. Il Gip del Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, su richiesta del pubblico ministero, Marco Rota, ha archiviato “perché mancano gli elementi costitutivi del reato ipotizzato”.
All’epoca delle indagini era stata data esecuzione ad una perquisizione presso lo studio dell’indagato, dove era stata sequestrata numerosa documentazione contabile.
“Potrete immaginare quali gravi danni ne sono derivati per la mia attività e per la mia immagine, demolita da questa notizia soprattutto nel piccolo contesto sociale in cui vivo – dice adesso l’interessato -. Dopo una lunga attività di indagine gli inquirenti hanno infatti accertato che esercitavo a pieno titolo l’attività di consulente assicurativo perché regolarmente iscritto nel registro degli intermediari assicurativi sin dal 2007”.
Gli inquirenti hanno accertato che ogni singola polizza assicurativa era, invece, accompagnata dalla rispettiva fattura di consulenza.
“Infatti contattate centinaia di miei clienti e invitati a sporgere denuncia di truffa, gli stessi tranquillizzati dalla regolarità delle polizze ricevute ed in possesso delle corrispondenti fatture di consulenza, non solo non hanno
sporto nessuna denuncia nei miei confronti, ma hanno riferito di aver fruito, grazie alla mia attività di consulenza di un cospicuo risparmio dei premi e dunque di enormi vantaggi in termini economici in virtù della mia attività di intermediazione. Nonostante i gravi danni in termini di immagine che ho subito, sono stato sempre accompagnato da un profondo senso di fiducia nella giustizia; dopo aver subito pazientemente lo scherno e i sorrisi ironici di quanti
hanno creduto alle accuse false e infamanti sulla mia persona oggi sono fiero di poter comunicare che sono stato pienamente scagionato”.
Secondo l’originaria accusa, ad essere danneggiati dalla condottadell’uomo, sarebbero stati non sono solo gli assicuratori regolarmente iscritti al previsto Registro, che avrebbero visto leso il diritto ad una concorrenza leale nel rispetto delle leggi, ma soprattutto i più di “5.000 cittadini che si erano affidati in questi anni inconsapevolmente ad un soggetto privo dei previsti requisiti di onorabilità e professionalità, pagando per di più tariffe superiori di quelle normalmente applicate dalle compagnie assicurative online”.