A distanza di tre giorni dalla scadenza del 18 novembre, entro la quale le Assemblee Territoriali Idriche (ATI) dovranno adottare i piani d’ambito, pena il commissariamento, nulla è dato sapere circa lo stato dei lavori dell’ATI Ragusa.
Si tratta di una grave lesione del diritto di informazione dei cittadini dei 12 comuni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
“Un silenzio che, come dicevamo già il mese scorso, è inquietante e incomprensibile – denuncia Piero Gugliotta di Una Nuova Prospettiva -. Cosa impedisce ai sindaci di metterci al corrente delle loro decisioni?
Azione di informazione che, peraltro, è obbligatoria e non facoltativa e che prevede, come minimo, la pubblicazione delle deliberazioni sul sito dell’ATI, attualmente inserito in una specifica sezione del sito ufficiale del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
I sindaci hanno già ottemperato all’obbligo di aggiornare e adottare il piano d’ambito e la mancata pubblicazione è solo un problema di ritardo da parte del funzionario che deve occuparsene, o, invece, nulla di tutto questo è stato fatto e vogliono far passare nel silenzio quella che sarebbe una iattura per il nostro territorio, ovvero il commissariamento che potrebbe arrivare dopo il 18?
Non vogliamo pensare ad un’eventualità del genere ma, purtroppo, non sono poche le voci che mettono in guardia circa un orientamento regionale che mira al commissariamento delle ATI per poi arrivare ad un ambito regionale unico e centralizzare tutte le decisioni”.
Il movimento politico di Modica si rivolge ai 12 sindaci, affinché rompano questo silenzio e facciano sapere come stanno i fatti.
“Chiediamo, altresì, ai quattro deputati regionali recentemente eletti, di adoperarsi immediatamente per sollecitare i sindaci dell’ATI Ragusa ad informare la propria cittadinanza e di attivarsi, appena avverrà la loro proclamazione all’ARS, affinché vengano scongiurati i commissariamenti e vi sia una proroga della scadenza.
In ultimo lanciamo nuovamente un accorato appello ai cittadini, alle associazioni, ai movimenti ed ai partiti tutti, affinché contribuiscano a vigilare sul destino di un bene comune essenziale come l’acqua.
Non lasciamo che, con abili e spesso poco comprensibili manovre, la gestione del prezioso e indispensabile liquido venga consegnata nelle mani di chi pensa soltanto a trarne profitto, alzando le tariffe e continuando il percorso che ha prodotto l’attuale disastrosa situazione siciliana..
In provincia di Ragusa abbiamo ampiamente dimostrato di non lasciarci raggirare da quanti avrebbero voluto farci credere alla storia della perdita dei finanziamenti, alla menzogna della gestione mista, spacciata per pubblica, e a tutte le altre fandonie che, negli anni passati, rappresentanti istituzionali e di partito pensavano di rifilarci.
Li abbiamo costretti/convinti a scegliere la gestione pubblica e non siamo assolutamente disposti a tornare indietro rispetto a questo risultato.
Partecipiamo e riprendiamoci il diritto ad essere informati e a poter chiedere conto e ragione ai nostri rappresentanti, siano essi sindaci o deputati regionali e nazionali”.