Nino, mio figlio, l’atleta di Dio premiato dall’amore. C’è una madre in scena. E c’è un figlio. Quest’ultimo deve attraversare il dolore e la sofferenza. Può cadere nella rabbia e nella disperazione oppure scegliere di abbracciare la croce e offrire a Dio il dolore, proprio come fa Cristo Crocifisso che egli guarda coricato dal suo letto. E accanto a lui c’è la madre Peppina, instancabile e fiduciosa, che lo sostiene come fosse una “Cirenea”.